Tamburello

Ultima modifica 7 maggio 2022
Dai giochi della gioventù per le squadre dei ragazzi fino alla vittoria del campionato nazionale di serie B, con una delle nostre migliori squadre di sempre, il tamburello a Bassa è stato uno sport popolare che ha creato momenti d’unità e d’identificazione collettiva di un paese.
Il tamburello conosce la sua grande stagione di sviluppo e si diffonde capillarmente, dalle città fino alle piccole frazioni, negli anni Venti e Trenta del Novecento. Complice la spinta che il regime fascista fornisce all’esaltazione del gioco, considerato esempio autoctono di pratica sportiva da contrapporre all’anglosassone football, il tamburello conosce anni di fulgore e vede sorgere un po’ ovunque nuove squadre. Il primo campionato nazionale fu disputato nel 1896, e lo vinse l’Udinese.
La prima squadra toscana a vincere lo “scudetto” fu il Petrarca Arezzo, nel 1901; poi, per veder tornare il tricolore in Toscana si dovrà attendere il 1922, con il Pisa, che bisserà il titolo l’anno seguente, e, per lavare l’onta dei pisani vincitori, finalmente anche a Firenze, dove nel frattempo era stata allestita una squadra competitiva, ecco giungere il titolo nazionale nel 1924. Ma la grande sorpresa arriva nel 1931, anno in cui sarà l’Empolese Tamburello a vincere il campionato assoluto di serie A, riconfermandosi campione d’Italia anche nell’anno successivo. 
A Bassa, i primi allori arriveranno con le forti squadre proprio negli anni Trenta, con i tornei disputati a Roma e i piazzamenti dietro le società più forti dell’epoca. A Cerreto Guidi si giocava lungo l’Arno, ma nel 1926 fu realizzato un autentico campo – tuttora esistente – vicino alla strada principale, in un terreno donato dalla fattoria di Colle Alberti. Il Bassa otterrà tanti prestigiosi piazzamenti, vincerà due campionati di C e, nel 1979, arriverà in bacheca una coppa fra le più ambite, il campionato nazionale assoluto di serie B. Un successo straordinario, che vide primeggiare la Bassese, formata da Luciano Trere, Paolo Montresor, Vladimiro Poggi, Vaiano Vitale, Tino Rossetti, Fabio Maccanti. Ma l’artefice dello sviluppo agonistico dei giocatori di tamburello a Bassa, era stato senza dubbio “Ginetto”, al secolo Gino Brachetti, grande giocatore giunto direttamente dal quartiere fiorentino di San Frediano e memore della battaglie sportive nella città gigliata.